Velocità nella battuta: questione di angoli, partenza e impulso. La salto float e non solo

Velocità nella battuta: questione di angoli, partenza e impulso. La salto float e non solo

21 Maggio 2019 0 Di marco

Durante la stagione appena conclusa si è parlato molto dell’incidenza della battuta. In questo articolo di Paolo Sgandurra (Areatecnica.it, anche su Facebook)  vediamo la prima parte di un’analisi sulla battuta salto float.

Per diverso tempo si è studiato l’effetto di un corpo più o meno sferico in un fluido come l’aria, l’ effetto magnus etc ad esempio, per la valutazione e allenamento della salto float. Usata soprattutto nel femminile, la salto floatanche nel maschile si è rivelata molto preziosa nel rapporto efficacia/errori e di grande valore strategico tattico.

Abbiamo redatto questo articolo con la preziosa consulenza di Rossano Bertocco, veneto, ex assistente tecnico di Conegliano, allenatore, e CEO della Takeoff.pro.  La sua macchina spara palloni, fra le migliori in circolazione oggi e molto diffusa,  è davvero molto perfezionata rispetto alle precedenti versioni sul mercato di altre industrie. Rossano (Ross) precedentemente lavorò con la Globus (attualmente molto attiva nel calcio), fra le prime aziende a produrre attrezzature di questo genere.

Area tecnica scrisse un articolo anni fa (“la Killer machine”) sull’argomento, dopo averla utilizzata per diverso tempo sui campi nel maschile in prevalenza.  Oggi l’uso che se ne può fare di questo ausilio meccanico è notevole, sempre che si abbia voglia di studiarne l’uso corretto e razionale in allenamento.  Con il perfezionamento, l’uso, e il conseguente studio ingegneristico inevitabile delle macchine spara palloni, si è potuti arrivare a definire i fattori prevalenti in una battuta salto float e spin.

Di tutto questo parleremo e di moto altro, lo divideremo in due parti, perché l’argomento è davvero ampio e non sempre semplice, perchè dietro a dei rulli che “sparano” il pallone a 100 kmh c’è molto lavoro e studio.

Le componenti della traiettoria in battuta sulla palla: la rotazione e la deformazione

Un questo paragrafo parleremo soprattutto di queste due condizioni presenti in una traiettoria di un pallone, non sono gli unici ma nel nostro caso fra i più determinanti.

Diciamo subito che nella stragrande maggioranza delle traiettorie la palla assume rotazioni, il numero di esse determina la differenza fra spin e flaoting. Avere una floating a zero rotazioni è difficilissimo se non quasi impossibile in gioco, perchè il punto di contatto, in cui si trasferiscono le forze impulso, è applicato ad una porzione o  sezione ma su una superficie sferica.  L’uso a velocità simmetriche dei rulli, con cui si da impulso alla palla espellendola dalla macchina, mira a creare questo effetto. Con essa si riesce a stare sotto ad 1/4 di giro del pallone.

Questa funzione finale è importante, perchè anche raggiungendo le zero rotazioni, si otterrebbe un effetto in gioco non realistico, dato che è quasi impossibile per la mano di un atleta produrlo. Ricrearlo sarebbe quindi in sostanza inutile.

Abbiamo parlato di punto di applicazione sulla palla, in realtà dovremmo parlare di
porzione. Il pallone al contatto subisce una deformazione dovuta all’impulso che si genera sulla palla, e questo è unilaterale nell’uso con gli atleti, col significato che è errato dire “devi colpirla in questo punto” perché in realtà un atleta colpisce una porzione di sfera. Questa deformazione, così visibile al momento del contatto con il pavimento (video check insegna), avviene anche in battuta al momento del colpo, ed è anche visibile in fermo immagine con alcuni atleti che battono dando gran velocità alla palla

Il pallone ritornerà allo stadio originale durante la traiettoria di volo (parabola) approssimativamente prima del passaggio sulla rete. Questa condizione avviene perché sappiamo dalla fisica che la pressione interna, dovuta all’aria presente all’interno, spinge in ugual modo in tutte le direzioni riportando alla forma originaria data l’elasticità dei componenti. Quindi il pallone quando arriva a contatto dei ricevitori è di nuovo, approssimativamente, allo stato originale. Esso si deformerà di nuovo con l’intervento del contatto con gli atleti.

Quanto si deforma al momento della battuta? All’incirca di 6 cm, diametro quindi ridotto temporaneamente da 21 a 15 cm, con 3 cm + 3 per lato della palla per l’azione dei rulli della spara palloni, Questo è quanto avviene con la macchina, a differenza  del caso della battuta di un atleta, (monolaterale, dove la deformazione iniziale c’è ma non sapremmo quantificarla.

La velocità in battuta, fra radar e dati. Rapporto velocità ed errori

A che velocità nell’alto livello va una salto float?

Alcuni studi svolti sulle nazionali canadese femminile ed italiana, Imoco Conegliano e Pomì  Casalmaggiore in A1 di superlega femminile, hanno permesso di creare un modelling della battuta.  Non daremo tanti dati perché lo faremo nella seconda parte, meno discorsiva e con già esposti i principi ed effetti.

Mediamente in questo alto livello la velocità registrata è stata di 65 km/h. Il range, esclusi gli estremi di misurazione, fra i  60-70 km/h in salto float.  Una delle più veloci e valide è stata rilevata a 75 lm/h.  Parliamo di battute valide, ovvero quelle contattate dalle atlete o finite in campo. Fra quelle ricevute è ovvio che ci siano anche alcune destinate fuori del campo, ma anche queste devono far parte delle valutazioni, perché è molto difficile per alcune battute capire per i ricevitori di esse, con poco tempo di reazione, se la traiettoria è dentro o fuori (potete trovare post sull’argomento nella nostra pagina facebook Area tecnica). La velocità di 70 km/h sembra però essere un valore limite col quale fare i conti, soprattutto rispetto alla direzione della parabola, distinguendo fra perpendicolare e diagonale fra origine ed arrivo rispetto alla linea di fondo campo (lato corto).

Importante: teniamo ben presente che questi valori di riferimento sono relativi all’alto livello massimo. Se pariamo di giovanile andrebbe distinto il discorso fra livelli, età, e anche all’interno del giovanile stesso, dato che sappiamo della maggior precocità femminile nell’esordire ad alto livello e di alcune realtà che operano in campionati paralleli, che spaziano da quelli nazionali di B a quelli di 3° divisione.

uso della pistola radar in allenamento in super liga brasiliana

Per la misurazione spesso oggi ci si affida a dispositivi elettronici come le “pistole radar”. Occorre fare molta attenzione a questo uso ed alla sua applicazione: il margine di errore, da modello a modello, e l’uso concorrono a modifica la velocità effettiva rilevata anche di alcuni km/h (puntamento etc.).

Sicuramente, per ridurre i margini di errore, bisognerebbe avere una ripresa di immagini della traiettoria utilizzando la formula fra tempo e la distanza fra partenza e arrivo. In questo modo, dalla matematica, sapremo la velocità reale. Uno studio del genere, applicato ad esempio alla alzata, lo stiamo svolgendo. Le finalità tecniche sono ovviamente diverse rispetto alla battuta. Un esempio di come unire precisione e affidabilità a obiettivi tecnici

Test di precisione delle alzate per osservare le parabole e per la velocità d’ alzata

Questione di angoli

La battuta è una parabola fondamentalmente di un corpo in un fluido, la distanza fra partenza e arrivo è percorsa da una traiettoria influenzata da 2 fattori principali:

  • Angolo di partenza della stessa
  • Direzione (spazio da percorrere ne è conseguenza) con evidenti differenze,  lo sappiamo dalla geometria piana, fra diagonali e perpendicolari
  • Velocità 

spikepro angoli

L’angolo con cui parte la palla è un fattore determinante.

Se l’angolo di uscita della palla, da un atleta o da una macchina spara palloni, è verso l’alto la gittata parabolica si allunga. E’ inevitabile.  Se l’angolo è diretto verso il basso essa si accorcia. Per ottenerlo bisognerebbe colpire la palla davvero molto in alto dai 9 metri come nel caso della battuta di Cristina Chirichella, della quale hanno misurato fino a 2.90 mt circa da terra  il suo impatto con la palla. e una  incidenza che tende quindi a scendere, un angolo negativo che va verso il basso.

 

<° angolo sopra lo zero positivo, < ° sotto lo zero negativo

 

L’ alzo zero, come direbbero gli artiglieri dell’esercito, darebbe un angolo 0° di uscita e necessita anch’esso di un punto di contatto da terra con la palla piuttosto alto.  Per questo atleti alti sono avvantaggiati per questo tipo di battuta.

Lo sanno bene non solo in artiglieria, ma anche ad esempio chi fa uso dei cannoni spara neve, l’uso dei quali deve fare i conti con vento, nuvole, densità dell’aria e peso della neve “sparata” etc.

 

Un altro esempio l’abbiamo osservato qualche tempo fa quando  il brasiliano Evandro Goncalves Oliveira batteva ancora in salto float (oggi in salto spin).

 

In una delle sue gare in cui batteva ancora salto float, prima di cambiare modalità (da float a spin), arrivò a sfiorare i 90 km/h da una posizione intermedia fra zona 5 e 6.  Circa 87 km/h, in una gara contro i lettoni Samoilovs e Smedins in una tappa world tour.

E’ chiaro che il punto di contatto con la palla del formidabile atleta di 2.12 di statura  verde oro influì moltissimo.  Molto probabilmente ebbe quella battuta un elevato grado “negativo”, forse a 3,30 mt di altezza possiamo ipotizzare senza certezze l’impatto dalla linea di fondo, linea che lui, tra l’altro, sfiora molte volte in battuta (tanti video check richiesti nelle sue gare quando disponibile per questo tipo di fallo), sia salto float prima che spin ora, diminuendo così la distanza con il campo avversario.

Ricordiamo sempre che stiamo parlando di salto float, quindi la rotazione della palla, che a contatto con l’aria ne accorcia di fatto la traiettoria mantenendone una certa velocità, nella salto float si tende ad escluderla. Almeno nelle intenzioni.

Torniamo alla velocità perché questa si combina con l’angolo di uscita.

Se battiamo da un punto in perpendicolare alla linea di fondo, esempio da zona 1 a zona 5 in direzione perpendicolare ed a parabola rettilinea e non ad arco, le misurazioni hanno dimostrato come a 70 km/h la palla esca di ½ metro. Se noi battiamo in diagonale, aumentando così la traiettoria disponibile origine-arrivo, guadagniamo quel margine che manca per non far uscire la palla.  In altre parole la diagonale assorbe quel margine d’errore.  Sopra i 70 km/h a questo punto può entrare solo entro certi limiti ovviamente e sfruttando la massima diagonale, altrimenti con questa velocità raramente entra. Diverso il ragionamento in salto spin, dove la rotazione velocissima della palla, l’atttrito con l’aria che ne deriva, si combina con tutto il resto.

 

Altro esempio::

se battiamo con un angolo di 45° in uscita positivi (verso l’alto), la traiettoria sarà molto alta e con velocità importanti ed anche probabilità di uscire elevatissime. L’ausilio meccanico della spara palloni permette di impostare l’angolo e la velocità di uscita durante le ripetizioni, tenendo presente tutto quanto detto. Possiamo quindi adattare perfettamente uso e scopi.

Margine d’errore nella lunghezza della parabola e l’importanza del suo studio

Fu grazie ad un nostro studio sui margini di errore in salto spin che si determinò tecnicamente il cambio di posizione in battuta in uno dei migliori al mondo nel maschile alcuni anni fa.  Lo studio lo potete vedere sul nostro sito blog:

https://areatecnicait.wordpress.com/2018/04/04/studio-ed-evoluzione-della-battuta-in-salto-igor-omrcen/

https://areatecnicait.wordpress.com/2018/04/05/analisi-ed-evoluzione-della-battuta-in-salto-di-i-omrcen/

Si partì proprio da molte di queste considerazioni, soprattutto i margini di errore evidenziati dalla rilevazione dati. Si arrivò a rimodellare la sua salto spin e i risultati si sono poi visti nel tempo, l’atleta diventò uno degli specialisti migliori al mondo, e senza misurare mai una sola velocità della sua battuta.

Il discorso sul modello prestativo è importante perché concorrono ad esso molte cose.
In una sperimentazione con la nazionale slovena indoor femminile, il margine precisione, velocità ed efficacia, è stato stimato per la salto float in 65 km/h, con palloni nuovi, pressione interna ottimale (da regolamento).

 

Infine c’è l’argomento precisione.  La guida a due rulli, sincroni o indipendenti, può determinare una precisione finale fino ad uno scarto massimo di ½ metro (quindi una media di pochi cm), ovvero una misura ancora in gestione laterale dell’atleta, e parliamo di margine massimo negativo fra obiettivo ed errore, quindi molto basso da  una distanza di minimo 10 metri con traiettoria ad angolo 0° appena oltre la rete. Anche la rotazione può essere decisa in partenza e quindi la velocità per una salto spin.

Per saperne di più:

http://www.takeoff.pro/

https://www.facebook.com/www.takeoff.pro/?eid=ARDXmm5wr10Dbq3530BP2deiOMe0rauLnS31NRZl6QUYI9klJInN2OobbtnX2_GL_v-Jtr2ft-e0LvGR&timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=1425104429&fref=tag