Tutto sulla nazionale francese

18 Settembre 2019 0 Di marco

Riportiamo dalla pagina Facebook Area Tecnica, curata da Paolo Sgandurra.

Non si tratta di una analisi tecnica, ma di una introduzione che sarebbe parte iniziale generale in un report, l’introduzione alle analisi specifiche e ai dati a sostegno di esse. Non entreremo nelle rotazioni, ripetizioni, trend delle scelte etc., è già molto articolata così.

L’equipe francese (introduzione)
Affrontare le blues significa prima di tutto contrastare una squadra completa e molto rodata, forte di molti elementi sempre presenti negli ultimi anni, con una continuità tecnica garantita da Laurent Tillie. Le caratteristiche di qualità sono sempre presenti da anni nella compagine transalpina, per contrastarli occorre un’altra qualità su tutte: la pazienza, la pazienza in attacco in primis.
Questa virtù è dovuta ed opportuna perché la Francia, forte di una tradizione ormai pluridecennale, è una squadra di estro e potenza che difende molto.
Merito delle ali, da Tillie a N’Gapeth, da Lyneel al formidabile libero Jenia Grebennikov.
Prima che approdasse in Italia il francese Jenia giocava in Germania, in quell’officina che è il Fredrichshafen. Ci fu mandato un video a quel tempo delle sue gesta germaniche, impressionante già allora, oggi maturato ulteriormente ed affinato dall’attività internazionale e dalla superlega italiana. Bisognerà avere molta pazienza e acume tattico per fare una grande gara, di tecnica e concentrazione.
In questo report cercheremo di evidenziare alcune delle qualità e difetti che vedremo stasera, sono di carattere specifico pensando al generale, ovvero troverete considerazioni particolari ma inquadrate in senso generale.
I report tecnici sono altra cosa come accennato prima, sono basati su analisi standard dei fondamenti del gioco e dall’esposizione delle caratteristiche dei sistemi di squadra. Su questi l’emerso individuale, ciò che rende un atleta fondamentale e perché all’interno di quel contesto squadra. Dati, grafici, che interagiscono, particolari tecnici che spiegano ciò che si rileva con grande attenzione al trend attuale (prevalenze) e le caratteristiche singole (preferenze) che un atleta prima o poi, e spesso nelle fasi critiche, adotterà perché storiche del suo modo di giocare. Condizioni queste che l’hanno portato a primeggiare attraverso quelle scelte.

La ricezione francese
Les blues ricevono rigorosamente a fasce, ovvero ogni ricevitore ha la responsabilità dalla corta alla lunga della fascia di campo davanti e dietro di se. Raro, anche su salto float deboli, vedere sconfinamenti di zone, ovvero giocatori che intervengono in zone di altri, aiuti, passando davanti al compagno. Questo è importante soprattutto per la pipe, perché quando un ricevitore è in 6, chiunque ci sia dei 3 principali , arriverà a ricevere le corte fino ai 3,5-4 metri, anche scivolando a terra, escludendosi così da una pericolosa soluzione per Toniutti (giocherà NGapeth? Probabilmente no visto il rendimento di Lyneel).
Un esempio di pericolosa soluzione di questo tipo? La rotazione 6 (alzatore in zona 6), con Toniutti in posizione centrale e la frequente veloce dietro con Le Goff. Spesso giocano la pipe spostata verso zona 1, in sovrapposizione col centrale. In questo modo si cerca di creare quel soprannumero di attaccanti in una zona ristretta e battere il muro.
A proposito di veloci dietro: il forte alzatore Benjamin diventa molto pericoloso in veloce dietro e attacco di 2° tocco ( se prima) quando si sposta verso zona 4, spesso con attacco a 3 che prevede spesso l’uno contro uno a muro. Soluzione questa prediletta con Le Goff
.
Toniutti
Abbiamo così accennato ad alcune cose che predilige fare, ora ne aggiungiamo altre. Ha una palla avanti spettacolare, veloce e precisa che detta tempi all’attaccante. Gioca ad esempio anche in contrattacco molto veloce con Tillie ed N’Gapeth. In VNL quest’anno l’hanno provata più volte, nelle gare europee meno, ma gli avversari hanno offerto scarsa resistenza.
L’alzata dietro è altrettanto spettacolare, qualche volta rimane un po’ corta per agevolare a Boyer la diagonale. Un’altra particolarità: la vediamo quando è centrale come posizione di alzata e un po’ staccato da rete con l’opposto è seconda linea. Toniutti ruota prima verso zona 4 e poi, in un secondo tempo dopo una breve esitazione, prosegue la rotazione verso zona 1. Così facendo completa in modo velocissimo quasi una rotazione completa su se stesso mentre salta e palleggia, roba da far perdere l’equilibrio al 90% degli alzatori o renderli imprecisi. Una nota sul suo muro: non è alto, mura ad una altezza media 300 cm circa, ma ruota spesso verso l’interno. E’ bravo ed invade sopra la rete, ma si può prendere esternamente sull’avambraccio destro. Se deve murare dritto, come quando mura parallela, è meno incidente ma sparisce la possibilità di toccarlo in mani out.

La difesa
Difendono moltissimo i francesi, degni eredi di quella scuola transalpina (sempre con Laurent in panchina) degli Exiga, degli Henno, ed ora Jenia. Tutta la squadra lotta e difende, pur avendo due centrali di peso e di altezza , ma a loro raramente viene richiesto questo.
Grebennikov, a differenza del sistema di ricezione, spesso si sposta velocissimo andando prendere palloni con quella che lui ritiene la cosa più semplice da fare, con un braccio, con il dorso a due braccia, a mano aperta, scivolando a terra o con tuffi spettacolari. Raramente il tip (pallonetto) lo lasciano a Toniutti, per evitare questo vedrete spesso arrivare fin sotto il muro il posto 4, o passare davanti ai compagni. Le free ball sono ovunque cosa sua ad eccezione se c’è il folletto N’Gapeth. Se Toniutti deve difendere l’alzata di Grebennikov è spettacolare, l’alternativa il solito Ervin N’G. in salto dopo finta di attacco di 2° tocco.
Il contrattacco in 4 lo gioca con una palla più morbida a Tillie (ma forse rivedremo le quick con lui) o più veloce per le invenzioni di N’Gapeth.
Spesso il fortissimo libero giostra i compagni, andando in zona 6 con attaccanti che sfruttano le mani alte del muro (potrà capitare con Zaytsev) o in caso di problemi di chiusura. Con quest’ultimo problema lo troverete sulla direzione della palla se passa lì.

Kevin Tillie
Figlio di coach Laurent, il 2 metri è un giocatore prezioso e duttile. Molto bravo a giocare sopra il muro con 2-3 avversari composti e penetranti muro. Gioca sopra le mani o piazzando il colpo verso la zona 1-6 con un gran gioco di polso. La quick di contrattacco (non chiamatela fast che è un’altra cosa) con Grebennikov o Toniutti è molto rognosa, problematica, Kevin la sbaglia pochissimo e tira solo se può farlo davvero. Col muro a tre il terzo di muro, proveniente da zona 4, avrà i suoi problemi con lui, è bravo a cercarlo e trovarlo, confermando quello che pensiamo da sempre: il punto debole di muro è il 3° giocatore (paradosso), soprattutto gli schiacciatori non abituati a giocare in zona 2.
Più bravo a ricevere in palleggio che in bagher se prima linea, non per una debolezza, tutt’altro, ma per bravura nella prima tecnica e la posizione avanzata.

Le Roux
Cerchiamo di non dire banalità, tipo colpisce alto (è 209 cm), braccio steso etc. Parliamo invece della sua battuta salto spin. Batte da zona 6, forza molto e spesso, ha una % molto alta di errori in alcune gare, soprattutto quando cerca l’analoga zona nel campo avversario. Essendo corta la linea di tiro, a quella velocità l’errore è probabile. Certo, se entra è speso ace, ma più di frequente il saldo dell’efficienza è negativo. Molto pericoloso invece quando cerca gli angoli, in quella direzione ha una diagonale maggiore e più probabilità.
Non concordiamo con chi dice che salta poco in opzione, mentre siamo d’accordo che il muro non è proprio la sua passione. Le opzioni le fa, soffre molto quando è costretto a inseguire l’alzatore per primi tempi vari spostati. Appena si apre in ala (si sposta verso zona 4 o 2 dopo buon 1° tempo), malgrado l’altezza e le braccia lunghissime, va in difficoltà. A proposito di leve lunghe, è insidioso sulle pipe se non salta, Le Roux sposta le braccia senza spesso muovere i piedi. Chi attacca pensa di trovare il centro libero, magari perché è un po’ spostato, e trova le sue mani protese con le braccia in diagonale. E’ una buona idea giocare i primi tempi contro di lui, complice anche la presenza di Tonutti in prima linea e le assistenze non proprio eccezionali, essendo l’alzatore un atleta “piccolo”.

Le Goff
E’ un signor centrale questo 206 massiccio centrale, con una bella intesa con l’alzatore e un atteggiamento spesso migliore, nei gesti, ed espressione del viso, della sua diagonale Le Roux. La sua sette (veloce spostata verso zona 4) è una gran bella esecuzione, soprattutto in contrattacco.

Boyer
Qui apriamo un paragrafo più specifico perché è uno di quei giocatori che possono essere decisivi per l’equipe de France. Praticamente tutte le squadre che giocano contro Boyer lo murano verso la parallela. Poche le varianti: 1 pallone di spazio dall’asta, massimo 2-3 palloni quando sono più generosi. La sua parallela è molto forte e lascia poche possibilità di difesa ai liberi (figuriamoci i centrali). Questa differenza di ruoli in difesa a volte suggerisce muri diversi d contrapporre con lui.
Se si lascia più spazio si aggiunge la seconda parallela, molto forte ed imprendibile, esponendo il braccio esterno del muro a tocchi in tribuna della palla. A quel punto non lo tieni più. Prandi ha optato per il muro a 3 su alta, se hai un buon muro in zona 2 come Sokolov può andare, facendo attenzione al tip corto verso il centro del campo.
Il video che alleghiamo mostra sia la parallela formidabile (e quella in video è una seconda linea, immaginatevi da prima) , come forza simile al brasiliano Wallace, e sia la sua abilità con la mano di colpire esternamente la palla (concorso di colpa del posto 5 brasiliano ai fini del punto ma grande articolazione del colpo). Non si tratta quindi di colpo in rotazione esterna e del polso ed abduzione come il citato brasiliano Wallace (che estremizza molto il movimento con una grande torsione del corpo) ma di un movimento in avanti, per scaricare tutta la forza, e la mano in posizione sulla palla laterale se gli serve. Essendo il pallone una sfera la direzione si modifica. I brasiliani in VNL sono impazziti col posto 4 su questa linea. Questa bravura l’ha fatta vedere il buon Boyer anche in salto spin durante Francia Grecia (palla sull’angolo di zona 5 d ace imprendibile).
Essendo un gran saltatore e un fuoriclasse, Boyer si gioca le sue belle diagonali, a volte anche ripetute, ma si tratta solo di prevalenze temporanee. Magari ci mette anche un paio di diagonali strette memorabili, ma state sicuri che appena ha spazio sulla sua preferenza vedrete, come con la Bulgaria, la sua forte linea.
In caso di muro a uno può tirare sia la sua parallela che la diagonale, non va sulla preferenza ma secondo trend di gara (precedenti vicini).

Un’ultima nota sull’opposto francese: se l’azione dura, e con loro in difesa capita, se viene difeso sulla preferenza, aspettiamoci che cambi colpo, una diagonale risolutiva stretta di solito. 196 cm di forza e tecnica.

Julien Lyneel
Mancino, 192 cm, forte difensore, giocatore bravo che con Boyer porta la Francia a sfruttare tutta la rete, da asta ad asta per le loro caratteristiche d’attacco. Un problema in più per il muro avversario. Parleremo della salto spin, con partenza fra la zona centrale e l’angolo sinistro del suo campo, in gergo zona 7. E’ bravo in intrarotazione, sfrutta la catena forte muscolare. Lo vedrete cercare l’angolo o zona di conflitto in diagonale ruotando sulla palla col corpo, cosa che fa lo stesso se deve cercare la zona opposta, la 1: il lancio cambia un po’ si apre col corpo verso l’esterno e cerca di mettersi un po’ di lato alla palla, in modo da colpire allo stesso modo e veloce verso zona 1. Per lo stesso motivo da zona 2 apre molto la rincorsa e gioca in intrarotazione verso la seconda parallela, oppure dritto sulla rincorsa in direzione centro diagonale. Toniutti lo sa e spinge la palla per dargli questa possibilità e non far scendere mai la parabola con lui.

Concludiamo questo report con una particolarità spesso giocata con N’Gapeth: quando il posto 4 v sul pallonetto e cade a terra per difenderlo, lo schiacciatore di seconda linea, spesso Earvin, attacca da zona 5. In questo modo usano sempre tutta la rete.
Sono fra i favoriti e diciamo pure che sono quelli che hanno mostrato più sicurezza tecnica e mentale. Hanno inserito Lyneel non risentendo più di tanto al pur insostituibile Earvin. Hanno Clevenot e un buon 2° opposto, Patry. L’amico Laurent è molto bravo e la squadra lo segue. Ha molto impressionato come solito la Russia, ma qui il discorso è sempre il solito per loro: mezzi assurdi, giocatori in ala maturi rispetto al passato e fortissimi, centrali bravi e molto alti. Un opposto a volte incontenibile in tutti i fondamentali. Se avessero un Tonutti e un Jenia Grebennikov forse gli altri giocherebbero dal 2° posto in poi, Ivan Zaytsev e Os Juantorena e capitan Giannelli permettendo, con anche il permesso di Sir Leon & Co.

Area tecnica