Trapianti d’organo e sport, l’esperienza di Aned

Trapianti d’organo e sport, l’esperienza di Aned

15 Febbraio 2019 0 Di marco

C’è anche il volley tra i tanti sport praticabili da chi attende o ha già subìto un trapianto. Anzi, l’attività sportiva rappresenta un’opportunità per mantenersi in forma prima dell’intervento, un ritorno alla normalità della vita quotidiana nella fase post chirurgica e anche un’occasione per condividere l’esperienza con altre persone che hanno affrontato l’intervento. Anche in Italia, come in molti Paesi del mondo, è sorta una rappresentativa nazionale che funge da mezzo di propaganda e partecipa ad eventi internazionali. Marco Mestriner, il primo a sinistra nella foto, approfondisce il tema in questo contributo. Ci piace qui ricordare con affetto Sara Anzanello, che nell’ultimo periodo della sua vita ha collaborato con Aned Sport come testimonial.

In Italia, fin dai primi anni novanta, esiste uno speciale movimento sportivo dedicato a persone che hanno subito un trapianto o che sono ancora in dialisi.  Tutto ha inizio dalla volontà della dott.ssa Franca Pellini, fondatrice e presidente fino al 2008 dell’Associazione ANED onlus (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), che, prima di ogni intuizione medica, vide nello sport uno strumento di re-inserimento sociale dei pazienti trapiantati o in dialisi, capendo gli importanti benefici che l’attività fisica poteva avere sulla salute e sulla qualità di vita di essi. Nasce così Aned Sport che coordina su tutto il territorio italiano varie discipline: nuoto, ciclismo, pallacanestro, atletica, petanque, tennis, tennis tavolo, volley.

La voglia di dare visibilità ed entusiasmo nel partecipare ai vari sport spinse Franca Pellini a istituire nel 1991 i Giochi Nazionali Trapiantati (successivamente allargati ai dializzati), che si svolgono tutt’ora una volta all’anno in diverse località d’Italia, e a iscrivere la prima rappresentativa azzurra ai World Transplant Games, massimo appuntamento mondiale per gli atleti trapiantati e che si tengono ogni due anni in un Paese diverso del mondo. ANED onlus viene quindi affiliata come membro alla World Transplant Games Federation e ancora oggi è Team Manager della Nazionale Italiana Trapiantati. Nel 1997 scende in campo per la prima volta, proprio in occasione dei World Transplant Games di Sidney in Australia, la Nazionale Italiana Pallavolo trapiantati di Aned onlus, che inizia il suo percorso con un bronzo mondiale. Da allora la squadra ha conquistato diverse medaglie tra cui due ori e l’ultima nel 2017 con un terzo posto a Malaga in Spagna.

Il volley è una delle punte di diamante della Nazionale di Aned, e la crescita tecnica e dell’affiatamento del gruppo azzurro passa attraverso i vari raduni in tutta Italia che coinvolgono scuole, enti pubblici, società sportive con la collaborazione delle realtà sociali e di volontariato del territorio.  Il risultato più importante resta però il continuo reclutamento di nuovi atleti che riescono così a vedere oltre la malattia, entrando in un gruppo coeso in cui condividere le fatiche della vita aiutandosi a superare gli ostacoli della quotidianità.
Ogni pallavolista che si ritrova all’interno del rettangolo di gioco diviene speranza per chi attende il dono di un organo e testimonianza che grazie al trapianto si può tornare a vivere in maniera straordinaria.  La bellezza del gioco inventato da William Morgan si unisce in questo modo a un importantissimo messaggio di sensibilizzazione verso coloro  che da semplici spettatori possono diventare a loro volta portatori della cultura della donazione. Questi sono i valori che ANED persegue da quasi trent’anni, cercando sempre più di incentivare lo sport prima e dopo il trapianto, forte della certezza che questo sia indispensabile al benessere del paziente, sia dal punto fisico che quello psicologico, e perché no, aumentando l’autostima personale con il raggiungimento di un successo sui campi di gara.

Marco Mestriner